ANNO 0 – 57 GIORNI DAL CONTAGIO – CURIOSITA’ DEL MARE

 

… APPENA PESCATO …

Nell’antica Roma i pesci venivano consumati da tutto il popolo e con le uova e i formaggi apportavano proteine animali tra le classi sociali più povere. Nella Roma delle origini l’alimentazione era quasi la stessa per tutte le classi sociali ma, quando Roma divenne la capitale di un impero immenso e l’unica padrona del Mediterraneo, l’afflusso di enormi quantità di prodotti sui mercati romani creò le premesse per un cambiamento di usi e abitudini anche alimentari.

Nell’impero romano tra il I e il III secolo d. C. l’allevamento dei pesci si rese indispensabile quando la raffinatezza gastronomica delle mense dei patrizi che imponeva l’utilizzo dei pesci più pregiati portò ad un notevole impoverimento dei banchi selvatici di pesce.

La pratica dell’acquacoltura era però iniziata molto prima di quest’epoca; infatti in Campania, a Baia, già nel 108 a. C. Sergio Orata aveva creato i primi allevamenti di ostriche e in seguito i Romani popolarono di pesci non solo le piscine artificiali ma anche laghi naturali e così il Velino, il Sabotino, il lago di Bolsena ed il Cimino ospitarono spigole, orate e tutte le altre razze di pesci che tollerano l’acqua di lago.
Secondo Plinio il Vecchio il primo allevatore di murene fu Caio Irro che, in occasione dei trionfi di Cesare, mise a disposizione 6.000 murene. Licinio Murena fece scavare molte piscine per l’allevamento dei pesci e il suo esempio fu seguito da Filippo, Ortensio e Lucullo che fece addirittura scavare un tunnel in una montagna per mettere i suoi vivaria (allevamenti) in diretta comunicazione con il mare.

Veniva pescato nelle lontane aree marine di Gibilterra e fatto essiccare; i pescatori erano pochi e le barche da pesca erano in genere di ridotte dimensioni; pare anche che il prodotto non fosse sempre di buona qualità dato il tempo occorrente per risalire il Tevere ed infatti documenti storici riportano che il pescato era mantenuto umido usando alghe bagnate di frequente in modo che non si seccasse.