Viaggi – Prepariamo le valige. Marzo in Mar Rosso!

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Innauguriamo la stagione dei Viaggi Subacquei.

Prima Tappa Mar Rosso!

Come tradizione iniziamo la stagione 2019 con un primo “salto” nel nostro paradiso dei subacquei. Dal 10 al 17 Marzo facendo base nella splendida  cornice del Marriot Renassaince (Sharm el sheik), partiremo alla scoperta di Ras Mohamed, degli splendidi relitti dello stretto di Gubal e di Tiran.

Qualche Curiosità su quello che andremo a scoprire!

Le coste del Mar Rosso sono bordate da una barriera corallina o più propriamente scogliera madreporica, sviluppata in maniera straordinaria. Si calcola che tale parirea si estenda per oltre 2.000 km. Difficilmente si può stabilire con certezza l’origine del nome “Mar Rosso” ma già nel V secolo  a.C. Il grande storico greco Erodato di Alicarnasso lo chiamava ” Mare Eritreo”, forse in riferimento a un mitico sovrano  di nome Erythos, che in greco significa “rosso”. Poiché i Greci associavano al sud il colore rosso del sole è anche possibile che l’aggettivo rosso fosse collegato alla posizione meridionale di questo mare.  Secondo un’altra teoria, l’aggettivo “rosso” sarebbe in rapporto proprio con il colore dell’acqua che talvolta, in particolari condizioni e su estensioni molto limitate, può assumere una tonalità rossastra dovuta alla proliferazione di un’alga denominata Trischodesmium erythraeum.

E’ però assai probabile che il nome “Mar Rosso” derivi dal fatto che le coste di questo mare sono formate da rocce di color rossastro a causa del loro elevato contenuto in ossidi di ferro. E’ curioso, tuttavia, notare che nelle carte e negli atlanti medioevali il Mar Rosso sia rappresentato non con il colore blu tipico dei mari ma con quello rosso.

Una particolarità che contraddistingue il Mar Rosso consiste nel fatto che in questo bacino, a differenza di quanto avviene  normalmente, la temperatura cresce con l’aumentare della profondità: a mille metre sotto la superficie si registrano 21°C, un valore che supera di una quindicina di gradi quello di tutti gli altri mari. Questo fenomeno è dovuto alla presenza della profonda fossa mediana che si apre sul fondo, una grande frattura intercontinentale che ha origine in Libano, attraversa il Mar Morto e si prolunga poi nel continente africano.

Lungo tale spaccatura il magma, proveniente dal mantello terrestre, viene a contatto con l’acqua marina e la riscalda. recenti osservazioni oceanografiche hanno, infatti, rilevato temperature comprese tra 30° C e 63° C nella cosiddetta Fossa dell’Atlantis II, situata alla latitudine di 21°N e il cui fondale si trova a -2.200 metri.

Lo stretto di Tiran chiude a sud il golfo di Aquaba ed è delimitato a ovest dalla costa del Sinai e a est dall’ isola di Tiran. Al centro di questo canale si trovano quattro torioni corallini allineati da Nord-Est a Sud Ovest e battezzati con i nomi dei geografi inglesi che nel diciannovesimo secolo disegnarono la prima carta nautica della region: Jackson Reef, Woodhouse Reef, Thomas Reef e Gordon Reef. Questi reef sono caratterizzati dall’abbondante fauna pelagica e di pesci predatori, con la possibilità di avvistare tararughe, squali grigi, leopardo, martello Aquile di mare maculate oltre che svariate specie di coralli, piccoli nudibranchi nascosti nelle anfrattuosità delle madrepore.

A sud di Sharm el-Shaikh la costa è deserta e senza ripari per più di un miglio, fino alla piccola baia di Marsa Ghonzlani, dove inizia il Parco Nazionale di Ras Mohamed. Segue un’altra baia detta Marsa Bareika, ben più vasta e profonda, che si addentra nella terraferma per 2,8 miglia delimitando la penisola di Ras Mohamed, estremo limite meridionale del Sinai, che si protende nel Mar Rosso in direzione sud-est per quasi 5 miglia separando il golfo di Aqaba dal Golfo di Suez. Il nome in arabo significa “Capo di Maoemetto” in quanto il suo profilo ricorderebbe quello del profeta.  Per la sua posizione geografica, si tratta di una zono privilegiata e contraddistinta da grandi movimenti di masse di acqua che apportano notevoli quantità di plancton e di elementi nutritivi che permettono uno straordinario sviluppo sia delle madrepore che dei coralli molli e della fauna marina sia di barriera che pelagica. Attratti dall’abbondanza di cibo infatti, barracuda, Carangidi, tonni e squali sono ospiti abituali di queste acque, che offrono la possibilità di effettuare immersioni di straordinario interesse.

Un occasione da non perdere!

(fonte- Sinai, Diving Guide, Geodia. Foto: Elisabetta Rivolta)